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Quando ci comportiamo da maleducati senza saperlo

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Spesso ci comportiamo da maleducati  ma siamo in buona fede. Alcuni atteggiamenti proibiti dal galateo li adottiamo da anni credendo di far bene.

Galateo a tavola
Galateo a tavola

Quando siamo maleducati a tavola

Tra queste dieci regole mai dire “Buon appetito” e Cin cin e il motivo è semplice : a tavola ciò che conta è la buona compagnia e non rimpinzarsi con gusto.
Per quanto riguarda il Cin cin, toccare i bicchieri altrui con il proprio bicchiere non è il massimo dell’eleganza inoltre la parola Cin Cin era usata  dai marinai di Canton per augurarsi sane sbronze e per il galateo non è l’ideale. 

A tavola non si chiede il sale, altrimenti  può  venire il dubbio che il cibo che abbiamo assaggiato è insipido, il motivo deriva anche dal passato, quando il sale era un bene prezioso e richiederlo  rischiava di mettere in imbarazzo il padrone di casa. 

Non si soffia sui cibi per raffreddarli. Mai come adesso possiamo capire che soffiare sopra la minestra  espone chi ci è accanto  ai nostri  germi e la tovaglia a delle brutte macchie.  

Altra cosa importante: non si lecca il cucchiaino dopo aver zuccherato il caffè. Il cucchiaino va fatto asciugare, appoggiandolo delicatamente sul piattino e senza fare troppo rumore. Non è bello vedere qualcuno che lecca qualsiasi cosa, e vale anche per chi si lecca il dito per girare le pagine del giornale. 

Ultimo ma non certo per importanza, non esporre sulla tavola bottiglie d’acqua con etichetta, l’ideale è l’elegantissima caraffa soprattutto se di cristallo.

Uso degli occhiali nel galateo
Quando indossare gli occhiali secondo il galateo

Quando siamo maleducati in buona fede 

Non si scrocchiano le dita in pubblico, mai produrre rumori fisiologici quando si è in società. Se proprio non se ne può fare a meno è bene appartarsi e farlo in solitudine. A proposito di mani, mai tenerle in tasca dimostrando un atteggiamento indolente e arrogante.

Quando stringiamo la mano ad uno sconosciuto, mai esordire con  “piacere”. Il galateo la trova un’affermazione falsa: non conosciamo  quella persona. “Piacere” va detto  al momento opportuno,  quando la salutiamo dopo aver passato del tempo con lei e le facciamo sapere che il tempo trascorso in sua presenza è stato piacevole.

Per finire  ricordiamo gli occhiali da sole che non si indossano in compagnia, tanto più al momento delle presentazioni di una persona sconosciuta che deve poterci guardare negli occhi.

 

Viola R.

 

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