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Jack Nicholson, quando buttò giù la casa di Marlon Brando

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Jack Nicholson è un attore straordinario, sarà tra i protagonisti del film Shining di Stanley Kubrick in onda in prima serata su Italia 1.

Jack Nicholson
Jack Nicholson (Getty Images)

Sono molte le storie legate alla vita privata di Jack da sempre considerato uno dei migliori interpreti della storia del cinema e uomo molto amato. La sua vita è stata ispirazione per molti anche perché si è dimostrato personaggio di una caratura morale molto elevata e in grado di mandare, sia dentro che fuori dai suoi film, esempi sempre importanti e messaggi che hanno tracciato la strada di numerose riflessioni. I ruoli straordinari che ha interpretato sicuramente gli hanno permesso di diventare molto noto ma anche empatico con i suoi personaggi. Oggi però vi vogliamo raccontare un’altra storia legata a lui.

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Jack Nicholson, quella casa abbattuta

Stanley Kubrick
Stanley Kubrick (Getty Images)

Non tutti sanno che Jack Nicholson per anni è stato vicino di casa di un altro grande del cinema, Marlon Brando. I due hanno vissuto l’uno al fianco dell’altro per decenni, tantissimi anni in cui hanno avuto modo di confrontarsi e di raccontarsi situazioni molto interessanti legati al loro mondo, quello del cinema. Alla morte del collega Jack comprò la sua casa, manifestando però la volontà di abbatterla. Non si trattava ovviamente di una scelta atta a distruggere un mito e fu lo stesso Nicholson a spiegare cosa accadde.

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La casa sorgeva lungo Mulholland Drive, la strada che si muove lungo le colline di Los Angeles la patria del cinema. Si narra che Brando ci vivesse recluso perché non aveva i soldi per ristrutturarla. Al momento dell’acquisto Nicholson si rese conto che la situazione era decisamente peggiore di quanto si era accorto prima con la muffa che aveva danneggiato intere strutture di legno. L’acqua entrava dal tetto e le pareti erano letteralmente crollanti. Così che Jack fu costretto a buttarla giù. Decise quindi di allargare il suo giardino e coprire l’area dove viveva Marlon con i fiori di loto tanto cari. Al Times dichiarò che quella era l’unica strada da percorrere. E pensare che la villa era stata acquistata per cinque milioni di dollari con la volontà di onorare la scomparsa di quello che era un grande amico.

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