Carlo Verdone, incredibile rivelazione: il sogno che aveva da bambino

L’attore Carlo Verdone a cuore aperto sulla sua vita svela un’incredibile retroscena del suo passato: ecco qual era il sogno che aveva da bambino.

carlo verdone bambino
Carlo Verdone e il sogno da bambino (Instagram)

Attore di straordinario talento, personaggio emblematico del cinema italiano, Carlo Verdone sarà ospite questa sera del programma televisivo condotto da Fabio Fazio Che tempo che fa. Come sempre nel corso della puntata verrà dato spazio ad argomenti di attualità, di cronaca e di intrattenimento. Altri grandi nomi sono previsti per stasera. Tra questi ci sono il suo comico Ale e Franz, il Mago Forrest e Logo Guenzi, leader del gruppo musicale Lo stato sociale.

Verdone è oggi considerato uno dei più grandi attori del cinema italiano. Nella sua lunghissima carriera, ha ricoperto diversi ruoli nel mondo del cinema e della televisione: è stato regista e sceneggiatore, oltre che grandissimo interpreta. In un’intervista rilasciata qualche tempo fa a Vanity Fair Verdone si è aperto sul suo passato. Ha svelato infatti quale fosse il suo sogno nel cassetto quando era solo un bambino. Scopriamo cosa ha rivelato.

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L’attore Carlo Verdone sul passato: “Da bambino sognavo di fare…”

carlo verdone sogno bambino
Carlo Verdone (getty images)

Che la sua anima era quella di un artista probabilmente l’attore Carlo Verdone dentro si sè l’ha sempre saputo. All’inizio però, non era così facile.Mi ritenevo totalmente inadeguato ad affrontare un pubblico. Ero un ragazzo simpatico, che faceva divertire gli altri, ma molto timido” ha rivelato l’attore. Ha poi spiegato che il primo contatto con la platea è stato per lui un “evento traumatico“. La passione però c’era già, ed era già molto forte.

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Ecco che quindi Verdone ha rivelato qual era il suo sogno da piccolo: “Da bambino sognavo di fare il burattinaio, dare la voce a tanti personaggi che è proprio quello che fa un attore. Ai tempi dell’università, ha raccontato, il fratello mise su una piccola compagnia teatrale. “Una sera mancavano tre attori, ma avevamo 40 paganti in sala e per salvare la situazione dissi: li faccio tutti e tre io. Fu un tale successo che quando quei tre con la bronchite tornarono, non li volle più nessuno“.

L.M.

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