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Il Governo rischia la caduta, cosa ne sarà dell’ultimo Dpcm?

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Il Governo rischia la caduta: ieri ha ottenuto la fiducia della Camera e oggi sono previste le votazioni al Senato, ma se dovesse cadere cosa ne sarà del Dpcm entrato in vigore lo scorso 16 gennaio?

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Ministero della Salute – campagna sui vaccini (fonte immagine: Instagram)

Una crisi di governo in un momento storico così delicato potrebbe avere conseguenze ancora più preoccupanti se si considera che potrebbero venir meno alcune delle misure preventive alla diffusione covid.

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Governo a rischio caduta, come verrebbe applicato l’ultimo Dpcm?

Nel caso in cui il Governo Conte-bis dovesse effettivamente cadere, come verrebbe applicato l’ultimo Dpcm dello scorso 16 gennaio? E soprattutto come verrebbero gestite le ordinanze del ministro della Salute Roberto Speranza per la suddivisione settimanale delle Regioni in zone gialle, arancioni e rosse? 

Al momento non è possibile rispondere con certezza a queste domande, certo è che gestire la pandemia in un momento di crisi e chiusura di un Governo non sarebbe affatto semplice.

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Nel caso in cui la caduta del Governo diventasse una certezza, la tempestività con cui da un anno vengono emanati e applicati i Dpcm verrebbe meno, mettendo a repentaglio la sicurezza e la salute dei cittadini.

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Il bollettino giornaliero del Ministero della Salute (fonte immagine: Facebook)

Ad esempio il Dpcm emanato il 16 gennaio resterebbe in vigore o verrebbe sospeso?
Per sciogliere questo nodo è possibile ricorrere soltanto al testo costituzionale, nel quale leggiamo che anche un governo dimissionario è legittimato a “svolgere l’ordinaria amministrazione”.

E’ quanto conferma Beniamino Caravita, vicepresidente dei costituzionalisti italiani, affermando che “nell’ordinaria amministrazione, davanti a un’emergenza, non può non rientrare ciò che serve al Paese. Inimmaginabile un vuoto di potere”. Aggiunge poi: “anche se Conte dovesse dimettersi potrebbe firmare i Dpcm e il ministro Speranza i decreti che istituiscono le zone gialle, arancioni o rosse“.

E’ la Costituzione stessa a garantire la prosecuzione dell’attuazione delle norme nei casi di emergenza, come la pandemia in corso: resterebbero in vigore le suddivisioni attuali in zone gialle, arancioni e rosse insieme a tutte le norme già approvate e in vigore fino al 5 marzo 2021.

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