Home Attualità Covid, pericolo variante inglese: diffusa in 60 Paesi

Covid, pericolo variante inglese: diffusa in 60 Paesi

119
0

Coronavirus, le ultime news: torna l’allarme relativo al dilagare della pandemia e della cosiddetta variante inglese, diffusasi ormai in 60 Paesi.

variante inglese
Covid, variante inglese diffusa in 60 Paesi

La variante inglese del Coronavirus torna a destare non poche preoccupazioni. A lanciare l’allarme l’Oms (l’Organizzazione Mondiale della Sanità). “La variante inglese del Coronavirus si è diffusa in 60 Paesi”; mentre nel frattempo si registrano ulteriori ritardi sul fronte vaccini. Ecco cosa sta accadendo nelle ultime ore.

Covid: il pericolo della variante inglese

La pandemia sembra ancora non voler dare tregua all’Italia e all’Europa. A preoccupare l’Oms è al momento la diffusione della cosiddetta variante inglese del virus che ad oggi ha raggiunto ben 60 Paesi diversi. Stando, infatti, ai recenti monitoraggi la suddetta variante di Covid-19 negli ultimi giorni ha raggiunto l’allarmante soglia di diffusione di  60 Paesi, vale a dire 10 in più rispetto a quanto registrato lo scorso 12 gennaio. Ad allarmare, fra le altre cose, è quindi anche la velocità di diffusione della variante. Nel frattempo, anche la variante sudafricana, ritenuta altrettanto contagiosa, desta qualche preoccupazione. Secondo quanto riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, essa si starebbe infatti diffondendo più lentamente e al momento sarebbe presente in 23 Paesi e territori, cioè 3 in più rispetto ai dati del 12 gennaio. È chiaro, quindi, che ad oggi, come ha affermato l’infettivologo Andreoni “Siamo ancora in una fase di grande circolazione del virus”.

Il ritardo dei vaccini Pfizer

variante inglese
Il ritardo sul fronte vaccini

A contribuire al quadro già di per sé allarmante, si aggiunge inoltre il ritardo nella somministrazione dei vaccini a causa del taglio delle dosi Pfizer che negli ultimi giorni sta scatenando in Italia le proteste delle Regioni. Secondo la spiegazione fornita dall’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, tale ritardo sarebbe da imputare all’insufficienza di scorte: “Ritardi Pfizer perché l’azienda non aveva scorte di materie prime”.  Nel frattempo l’ultimo bollettino della giornata di ieri, martedì 19 gennaio, ha registrato 10.497 nuovi contagi e 603 morti. Le Regioni più colpite sembrano essere Lazio e Sicilia. Nel nostro Paese la situazione resta, dunque, preoccupante soprattutto alla luce dei recenti avvenimenti politici e dell’instabilità del Governo.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here