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Valentina Carnelutti, le figlie avute quando era minorenne: “ho deciso di rimanere incinta”

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Oltre ad essere tra le attrici più affermate nel panorama cinematografico e televisivo italiano, Valentina Carnelutti è prima di tutto una donna molto forte che ha deciso di diventare madre di due splendide figlie quando era ancora una ragazza minorenne.

Valentina Carnelutti figlie
Valentina Carnelutti insieme a Andrea Segre e Paolo Pierobon (fonte immagine: Getty)

Da madre giovane, progressista e indubbiamente aperta a scambi e confronti con le due figlie Suni e Nila, la Carnelutti affronta liberamente anche tematiche legate al corpo e alla sessualità.

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Valentina Carnelutti, apertura e confronto con le figlie

Valentina Carnelutti è figlia dell’attore Francesco, la ricordiamo in film importantissimi tra cui La meglio gioventù, La polvere del tempo, La pazza gioia e Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, e Arianna.

Per il film La pazza gioia è stata candidata anche per il David di Donatello e finalista al Nastro D’Argento. In televisione l’abbiamo vista nella serie Squadra Antimafia.

Attrice affermata certo, ma anche madre presente e sicura del suo ruolo da genitore. In un’intervista un po’ datata a Vanity Fair (correva l’anno 2015) raccontava il rapporto con le figlie, che passa anche attraverso la conoscenza e il confronto su temi come il sesso e la confidenza con il proprio corpo.

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Per quanto riguarda la sua maternità, che potrebbe dirsi precoce, affermava: «le ho volute che ero ancora minorenne. L’ho deciso, di rimanere incinta». Una donna sicura e forte sin da giovanissima e al tempo stesso «in pace» con il suo corpo, «tutto è “accordato” e sento il piacere di aderire a me stessa e al presente».

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Valentina Carnelutti insieme a Peppino Mazzotta al Rome Film Festival all’Auditorium Parco Della Musica nel 2016 (fonte immagine: Getty)

Del dialogo con le figlie in rapporto alla sessualità diceva, «oggi sono cresciute ma ancora cerco anche con loro di sciogliere i nodi anziché nasconderli, perché le cose appaiano poi più semplici, così che qualsiasi anomalia venga riconosciuta come legittima, normale, perfino desiderabile».

In questo campo rientra sicuramente anche l’intimità e la confidenza con se stessi, rispetto alle quali commentava: «è importante trasmettere ai propri figli – interrogandosi con loro – la fiducia, la tenerezza e l’amore che sottintendono la sessualità. Mantenendo un margine sostanzioso di pudore, per non rovinare il piacere della scoperta».

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