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Nuovo Dpcm, quali scuole sono aperte in zona rossa?

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Nuovo Dpcm, quali scuole sono aperte in zona rossa? Il Governo risponde alle domande dei cittadini, ecco tutti gli aggiornamenti. 

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Nuovo Dpcm, quali scuole sono aperte in zona rossa? Ecco tutte le novità rispetto ai decreti passati (fonte foto: Pixabay)

Oggi, lunedì 15 marzo, è entrato in vigore il nuovo Dpcm del Governo Draghi, che avrà valenza fino al prossimo 6 aprile. Il momento è particolarmente delicato per il Paese, che sta vivendo una terza pesante ondata di contagi. Nessuna Regione, infatti, si trova al momento in zona gialla, ad eccezione della Sardegna, che continua ad essere ‘bianca’. 11 le Regioni in zona rossa, mentre tutte le altre sono ‘arancioni’, ma alcune hanno delle zone rosse localizzate. La situazione, dunque, è molto critica e le misure adottate nel nuovo dpcm sono piuttosto restrittive, anche se nei giorni di Pasqua ci sarà qualche possibilità di spostamento in più, per permettere le visite ai parenti, ma sempre con le dovute misure di sicurezza. Cosa cambia, invece, in merito all’apertura delle scuole? Quali saranno aperte in zona rossa?

Quali scuole sono aperte in zona rossa: la risposta arriva con il nuovo Dpcm

Il nuovo Dpcm del Governo è appena entrato in vigore e sono tante le domande che i cittadini si pongono. Uno degli argomenti più spinosi e richiesti dalla gente è quello delle scuole. Se con il Governo Conte queste erano aperte anche in zona rossa, almeno fino ad alcune classi delle elementari, con il nuovo Dpcm emesso dal Premier Mario Draghi, le cose cambiano. Quali sono le scuole aperte in zona rossa? Nessuna. Il nuovo decreto, infatti, ha stabilito che in zona rossa siano chiuse le scuole di ogni ordine e grado, comprese le materne e i nidi. DAD per tutti, dunque, con l’unica eccezione per i bambini con disabilità, che potranno invece andare a scuola in presenza.

Discorso diverso, invece, per la zona arancione, dove sono aperti nidi, scuole dell’infanzia, scuole elementari e medie. Le superiori, infine, non sono chiuse del tutto, ma permettono la didattica in presenza a una percentuale di alunni compresa tra il 50% e il 75%. In questo caso, però, i Governatori regionali hanno la facoltà di applicare ulteriori restrizioni in caso di situazioni più critiche.

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