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Fuori Onda, Giuseppe Mastrangelo: “Un forte tratto di positività”

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Giuseppe Mastrangelo ha scritto per Santelli Editore il libro “Fuori Onda” abbiamo avuto il grande piacere di parlarci in esclusiva. Lasciamo dunque il racconto alle sue parole.

Fuori Onda, Giuseppe Mastrangelo
Fuori Onda, Giuseppe Mastrangelo

Il protagonista mostra una sana quanto genuina curiosità nei confronti delle donne che aleggiano nella sua vita. I rapporti con queste contribuiscono a dare credito alla teoria del protagonista che qualcosa nella sua vita è andato storto?

Nello scrivere mi sono reso conto che tutti i personaggi femminili hanno forti ed evidenti tratti di positività, così come molti dei personaggi maschili hanno i tratti diametralmente opposti. Non vi è alcuna intenzionalità a trattare il tema del sesso con un approccio materiale. Anzi. Il protagonista fa sesso reale solo una volta e pensa al sesso riferito in contesti collegati ai suoi pensieri. Naturalmente essendo un uomo distaccato dal suo mondo descrive questo suo distacco anche con riferimento alla sfera sessuale. In tale contesto ad esempio la scena iniziale descrive il distacco dalla moglie ma al contempo il piacere di sapere che lei magari fa sesso con un altro uomo mi sembra descrivano una confusione che si trasferisce anche all’ambito sessuale. Però rimane una forte caratterizzazione positiva dei personaggi femminili che lo aiutano molto in questa sua descrizione dei fatti e che sono vicine anche al suo malessere. In fondo lui rimane collegato alla realtà alla fine soprattutto grazie all’aiuto di queste donne.

Nel corso della storia il ruolo di Eva più che quello di una collega, sembra quello di una sincera amica e confidente. Perché dare questo ruolo a questa collega, tra l’altro sua ex amante, piuttosto che alla figura classica della moglie, che qui invece è trattata più come una comparsa?

Il rapporto con la moglie è un’allegoria del suo fallimento. Lui ha fallito come uomo e il corollario di questo fallimento si vede in famiglia nel rapporto con la moglie e con il figlio ma non con la figlia con cui il rapporto è florido. Il rapporto con Eva, la sua collega ed ex amante è un rapporto vero tra persone che hanno la possibilità, tra di loro, di togliersi ogni maschera. E’ quello che avviene a volte nella realtà. I rapporti veri ed intensi sono al di fuori dei classici rapporti convenzionali. Però alla fine anche il rapporto con la moglie, seppur in secondo piano, diventa un rapporto di compassione, di comprensione.

Nonostante la scelta drastica di mollare tutto all’improvviso e ritirarsi, seppure vi sia la fine del matrimonio con la moglie. Quanta maturità ci vuole per porre fine a questo tipo di rapporto come amici?

Come accennavo prima il rapporto con la famiglia e quello con la moglie in particolare trovano una soluzione di “perdono” e profonda comprensione. La sua scelta di molare tutto viene accettata anche se non condivisa. A questo punto era inevitabile che strade che già si erano allontanate si separassero definitivamente. Così succede a volte nella vita. Rimane il bene ma non c’è più la volontà comune di andare avanti insieme. E’ quello che accade al protagonista e che la moglie comprende. Ma lei già in precedenza aveva capito, al punto di farsi anche lei un’altra vita, che in un primo momento era più clandestina ed alla fine diventa normale e accettata con maturità da entrambi.

In un momento molto dolce con la figlia, il protagonista, mette in luce la grande superiorità femminile sul mondo. Da dove deriva questa consapevolezza? 

I numerosi passaggi in cui parlo del mondo femminile sono stati lungamente meditati e riflettono anche la mia personale esperienza di vita. Nelle cose più importanti ho trovato vicino a me molto più spesso le donne, amiche, compagne, che non gli uomini. Una donna ha spesso dei criteri di decodificazione della realtà e delle emozioni che sono a mio avviso più vasti. La vera scommessa del futuro è attingere maggiormente a tali risorse. Non è un caso che i personaggi femminili del libro, tutti, sono così intuitivi e perspicaci. Mi spingo a lanciare una provocazione: se non dovessero confrontarsi con un sistema sociale così arido e utilitaristico, che le spinge ad adottare comportamenti difensivi, le donne farebbero del mondo un posto molto più bello di quello che è.

Intervista di Cecilia Coltella

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