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Gigi Buffon, l’ultima gara alla Juventus: stavolta davvero

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Gigi Buffon giocherà stasera la sua ultima gara alla Juventus, stavolta davvero e non come nel 2018 quando lasciò per andare al Paris Saint German.

Gigi Buffon
Gigi Buffon (Getty Images)

Quanti sono 20 anni? Immaginatevi di veder scorrere davanti ai vostri occhi quello che vi è successo nelle ultime due decadi, dentro ci sarà una vita intera tra amori, amicizie, dolori e gioie. Questo è quello che proveranno stasera i tifosi della Juventus, pronti a dire addio, per la seconda volta, a uno dei giocatori più significativi della loro storia. Sarà il momento di salutare Gigi Buffon che ha già annunciato la fine del suo “secondo tempo” in bianconero.

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E pensando a questo come si può ancora parlare del calcio come solo di un gioco? Il calcio è metafora della vita e questo può capirlo solo chi ogni domenica si trova a soffrire, gioire, piangere e ridere davanti a undici ragazzotti che inseguono un pallone. Perché dietro questi uomini ci sono le nostre storie, i nostri amori, le nostre emozioni accompagnate da un gol sotto al sette o come in questo caso da una parata.

Gigi Buffon, c’è un solo capitano

Più di Alessandro Del Piero, più di Gaetano Scirea, più di Gianpiero Boniperti è stato Gigi Buffon a incarnare il cuore bianconero quello vero. È stato lui quello che al meglio ha fatto capire il significato della frase “vincere non è importante, ma è l’unica cosa che conta”. Quello che meglio ci ha fatto capire che il secondo è solo il primo degli ultimi e che l’unico obiettivo deve essere sempre e solo quello di vincere. E cosa di meglio per farlo ancora una volta di una finale come quella che lo vedrà protagonista contro l’Atalanta per la Coppa Italia 2021?

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Gigi Buffon
Gigi Buffon (Getty Images)

Gigi Buffon arrivò come un ragazzo estroso, per una cifra proibitiva, nel 2001 quando aveva appena 21 anni. Era già considerato un fenomeno visto che aveva già collezionato 6 stagioni col Parma con numeri da fenomeno. Se ne va da uomo di 43 anni che ha conquistato tutto quello che c’era da conquistare tranne quella maledetta Champions League che è più croce che delizia del popolo bianconero dal 1996 a oggi. Nonostante questo è riuscito a giocarsi da protagonista 3 finali, perdendo sempre ma riuscendo ad essere protagonista decisivo. E l’avrebbe meritata, anche se come la vita anche il calcio non sempre è giusto.

Se ne va con 684 presenze in maglia bianconera sulle spalle, ops 685 stasera, e con tantissimi record personali raggiunti ma soprattutto con un pregio quello di essere entrato nel cuore delle persone. Perché Gigi ha avuto questo merito, essere sempre e comunque sé stesso, puro, vero, sincero e mai figlio della diplomazia o dell’obbligo a dire la cosa giusta. Gigi c’è riuscito ogni volta, riuscendo anche ad attirare gli occhi degli invidiosi ma senza mai nascondersi dietro le parole che la gente si sarebbe voluta sentir dire. Da juventino non posso che augurargli di continuare a fare il suo mestiere altrove e di sorridere, senza escludere che il secondo ritorno a casa sarà stavolta dietro una scrivania.

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