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Una morte ingiusta, il cinema non dimentica quel dramma

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Una morte ingiusta è sempre in grado di commuovere il pubblico e di farlo riflettere. Così ci troviamo di fronte a un ragionamento molto profondo.

Pixabay

Nel 2009 nelle sale esce uno sconvolgente film diretto da Lars von Trier e dedicato ad Andrej Tarkovski, Antichrist. Il racconto è travolgente e ci sono delle situazioni molto forti e non adatti allo stomaco di tutti. Alla base c’è un conflitto tra un uomo e una donna, una coppia con un lui molto più grande e un figlio piccolo. Un viaggio all’interno di una situazione molto complicata che porterà a delle ripercussioni da entrambe le parti, fino ad arrivare a momenti di fortissima commozione.

Il film è diretto da un maestro, quello che ha lanciato il Dogma e ha costruito un immaginario del tutto diverso. Sicuramente è riuscito però ad attirare anche tantissime critiche, dimostrandosi uomo in grado di stupire riuscendo ad arrivare a dei momenti che si possono considerare a volte inadatti ma che nessuno ha mai tentato di celare spacciando i suoi film per famiglie.

Una morte ingiusta, il dramma al cinema

Il dramma al cinema legato ad Antichrist è impossibile da accettare, ci porta all’interno di un ragionamento che solo la pellicola svelerà nella fine. L’incipit del film ci mostra un bambino appena in grado di camminare che si getta nel vuoto, dalla finestra mentre i suoi stanno consumando un rapporto carnale. Le immagini sono veramente forti, il messaggio che arriverà alla fine ancora più forte e devastante per il pubblico.

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Sicuramente vedere morire un bambino è una delle cose più devastanti che si possano anche solo immaginare. Non dovrebbe mai accadere infatti di vedere un bimbo perdere la sua vita di fronte a un errore tragico e impossibile da accettare. Dal canto suo il pubblico criticò molto il film che subì anche una forte censura per immagini che sono passate alla storia del cinema. D’altronde il regista danese non ha mai preteso di essere uno di quelli adatti a tutti, per le grandi platee. Questo perché ha sempre voluto raccontare il cinema come un pugno dritto nello stomaco. Con questo film si è spinto ben oltre l’immaginabile.

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