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Malore Eriksen, il cardiochirurgo Francesco Miceli: “Non potrà più giocare in Italia”

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Le immagini del malore di Eriksen hanno spaventato il mondo. Il calciatore danese dell’Inter si è accasciato a terra e si è temuto il peggio.

Eriksen
Eriksen (Getty Images)

Siamo alla fine del primo tempo di Danimarca Finlandia quando il centrocampista col numero 10 sul petto e sulle spalle riceve il pallone e si accascia a terra. Subito rivengono in mente tragedie legate al passato come quella che colpì nel 2012 in un Pescara Livorno Piermario Morosini o la morte di Puerta in campo con la maglia del Siviglia. Il calciatore però è stato subito soccorso e per fortuna è stato salvato anche grazie alla prontezza di riflessi dei suoi compagni di squadra, tra cui soprattutto il capitano Kjaer. Quelle immagini ci rimarranno però dentro e potrebbero condizionare, speriamo il meno possibile, la carriera del ragazzo.

Malore Eriksen, non potrà più giocare in Italia?

Eriksen
Eriksen (Getty Images)

Ci siamo fatti raccontare dal cardiochirurgo Francesco Miceli cosa è accaduto: “Probabilmente avuto un’aritmia, una fibrillazione ventricolare. Non è da escludere che ci fosse già qualche cardiopatia congenita non riscontrate in precedenti esami eseguiti in carriera. Si è salvato solo grazie all’utilizzo del defibrillatore che ha fatto sì che l’aritmia rientrasse. Dalla dinamica credo si possa trattare solo di questo. Per le regole vigenti in Italia non avrà più idoneità sportiva, in alcuni paesi europei potrebbe ancora giocare invece visto la carenza in tal senso. Probabile qualcosa di simile a quanto accaduto al giocatore della Roma, Manfredonia, circa vent’anni fa che è stato defibrillato in campo salvandosi”.

Aggiunge: “In ogni caso Eriksen potrebbe ritornare all’attività sportiva agonistica in Italia solo dopo certificazione di idoneità rilasciato dal medico dello sport della società, le normative italiane sono tra le più severe, difficile possono dare l’ok”.

Difficile dunque pensare di rivederlo con l’Inter, sarà poi il ragazzo a prendere delle decisioni in un momento in cui è un pochino prematuro parlare del suo futuro in campo. Al momento la cosa più importante è sapere che il ragazzo ce l’ha fatta e che il peggio è ormai alle spalle. Di certo quei brividi vissuti ieri non potranno di certo essere dimenticate in fretta e dovrebbero essere da monito per come comportarsi in futuro per quanto riguarda le idoneità sportive.

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