Home Spettacolo Il caso dell’imprenditrice etiope uccisa: arriva la svolta

Il caso dell’imprenditrice etiope uccisa: arriva la svolta

444
0

Finalmente arriva la svolta per il caso dell’imprenditrice etiope rimasta uccisa in Trentino. Il colpevole confessa il delitto.

l'imprenditrice etiope uccisa
Agitu Idea Gudeta. Fonte: Instagram

Il caso dell’omicidio in Trentino dell’imprenditrice etiope Agitu Idea Gudeta giunge ad un punto di svolta. Il sospettato principale del delitto confessa il crimine. Ecco le reali motivazioni che lo hanno spinto a commettere questo terribile gesto.

Il caso dell’imprenditrice etiope uccisa in Trentino

Nella giornata di ieri, martedì 29 dicembre 2020, l’imprenditrice etiope di 42 anni Agitu Idea Gudeta, divenuta ormai il simbolo dell’integrazione per la sua azienda agricola in Trentino, è stata trovata morta nella sua abitazione a Frassilongo in provincia di Trento. La donna era arrivata in Italia come rifugiata dieci anni fa. Nel giro di poco tempo era riuscita ad avviare una propria attività di allevamento di ovini nella Valle dei Mocheni. Dopo il ritrovamento del corpo sono subito partite le indagini che hanno condotto nelle ore successive all’arresto di un sospettato: il collaboratore ghanese Adams Suleimani. 

Le minacce a sfondo razziale

Già qualche anno fa Agitu Idea Gudeta era stata vittima di alcune violenze a sfondo razziale da parte di un uomo che abita nei pressi dell’abitazione della donna. Lo scorso gennaio, l’autore delle minacce era stato poi condannato a 9 mesi per lesioni dal Tribunale di Trento. La dimostrazione del fatto che le prole hanno un peso.

Il punto di svolta nelle indagini

l'imprenditrice etiope uccisa
Il punto di svolta nelle indagini

Secondo quanto emerso dalle indagini la donna sarebbe stata colpita alla testa con un martello e sarebbe, poi, stata trovata dai vicini di casa nel pomeriggio di ieri nella camera da letto della sua abitazione a Maso Villalta a Frassilongo. Nel corso della serata la polizia è riuscita a fermare e a portare in caserma il principale sospettato: il collaboratore ghanese di 32 anni Adams Suleimani. Durante la notte il collaboratore ha confessato il delitto e in sede di interrogatorio ha inoltre motivato il proprio terribile gesto parlando di un compenso non corrisposto da parte dell’imprenditrice. L’uomo è stato, quindi, arrestato e subito dopo sono emersi altri dettagli raccapriccianti sul caso. Suleimani avrebbe ammesso di aver violentato la vittima mentre era a terra agonizzante dopo il colpo alla testa. Sarà compito delle autorità procedere con ulteriori accertamenti sul caso.

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here